Intervista sui sistemi di accumulo a batteria
Peak Shaving, commercializzazione dell’energia di bilanciamento e nuovi modelli operativi
Le modifiche normative del 2026 pongono i clienti industriali di fronte a nuove sfide: viene eliminata la rimunerazione minima per gli impianti fotovoltaici a partire da 150 kWp. I sistemi di accumulo a batteria abbinati a una gestione intelligente dell’energia generano potenziali economici significativi – anche senza un consumo proprio elevato. Nell’intervista Manuel Lüscher, Direttore Nuove energie presso EM, spiega come gli accumulatori possano ridurre i costi di esercizio di CHF 15'000-30'000 all’anno grazie al peak shaving e perché il motto «prima controllare, poi accumulare» sia fondamentale.
Gli accumulatori intelligenti con EMS creano una nuova redditività.
Signor Lüscher, quali vantaggi offrono le soluzioni di accumulo a batteria ai nostri clienti industriali, – anche se non hanno un consumo proprio molto elevato?
Offrono un potenziale enorme. Anche senza un elevato consumo proprio, un sistema di accumulo conviene come alternativa alla mera immissione in rete o come integrazione a un modello RCP. I sistemi di accumulo creano flessibilità: consentono di limare i picchi (peak shaving) per ridurre i costi di esercizio, evitano costosi picchi di corrente e offrono la possibilità di mettere a disposizione capacità per servizi di rete. Sono leve economiche dirette estremamente preziose per i fornitori industriali con profili di carico oscillanti.
Manuel Lüscher
Responsabile Nuove Energie
Il contesto normativo in materia di energia elettrica è cambiato, ad esempio le rimunerazioni. Questo ambiamento, in che modo influisce sulla redditività dei progetti fotovoltaici con accumulo?
Dal 1° gennaio 2026 non vi sarà più alcuna rimunerazione minima fissa per gli impianti a partire da 150 kWp. Ciò riduce l’attrattiva dei modelli con sola immissione in rete. Il rendimento dell’impianto fotovoltaico dipende quindi maggiormente dal consumo proprio. Maggiori quote di consumo proprio rendono l’impianto economicamente più attraente perché l’elettricità autoprodotta sostituisce i costosi prelievi dalla rete. I sistemi di accumulo aiutano in tal senso ad aumentare significativamente il consumo proprio e quindi a migliorare il rendimento complessivo.
Può spiegare brevemente in che modo il peak shaving riduce i costi?
Con il peak shaving, il sistema di accumulo viene utilizzato in modo mirato per livellare o ridurre i picchi di carico, quindi per fornire energia quando il consumo è momentaneamente elevato. Questo riduce i costi di esercizio ed evita costosi prelievi di punta dal fornitore. In molte attività industriali, la sola riduzione di questi carichi di punta rappresenta una quota significativa dei risparmi.
Quali ulteriori fonti di ricavo derivano dai sistemi di accumulo?
Oltre al consumo proprio e al peak shaving, c’è la possibilità di mettere a disposizione la capacità di accumulo per servizi di rete, ad esempio per l’energia di bilanciamento. In genere, le attività commerciali possono acquistare e vendere energia sul mercato libero utilizzando modelli operativi spesso non disponibili per i privati. Gli operatori dei mercati di bilanciamento o i gestori di strutture RCPv/CEL possono ottenere ricavi aggiuntivi commercializzando la flessibilità.
«Ciò che funziona su grande scala funziona da tempo anche su piccola scala.» È corretto?
In linea di massima sì. Il principio del fotovoltaico con accumulo e gestione energetica è lo stesso delle abitazioni, tuttavia ci sono differenze importanti: negli impianti di grandi dimensioni, la regolazione e il controllo delle utenze diventano più complessi e quindi più importanti. Le disposizioni in termini di sicurezza, protezione antincendio e immissione in rete devono essere osservate ancora più attentamente rispetto alle abitazioni private. Inoltre, le attività commerciali possono negoziare energia sul mercato, il che crea nuove opportunità economiche.
Come affrontate il tema della gestione energetica?
La gestione energetica è la base. Innanzitutto bisogna assicurarsi che la maggior quantità possibile di energia prodotta in loco venga utilizzata localmente – quindi, massimizzare l’autoconsumo. Poi si passa alla progettazione del sistema di accumulo: quale capacità porta vantaggi aggiuntivi? Il dimensionamento definitivo del sistema di accumulo a batteria ha davvero senso solo quando controllo e ottimizzazione dei consumi sono stati sfruttati al massimo. In sintesi: prima il controllo, poi la batteria, così si evita il sovradimensionamento e si ottimizza il ritorno sull’investimento.
Quali altre idee e modelli di operativi vede per i clienti industriali?
Sono diverse le prospettive interessanti: partecipazione al mercato di bilanciamento con capacità di accumulo resa disponibile; creazione di RCP virtuali o comunità energetiche locali (RCPv/CEL) per vendere l’energia in eccesso nel vicinato; aumento della produttività attraverso l’autoproduzione sicura ed economica mediante sistema di accumulo dell’energia, – ad esempio per preservare i processi produttivi da interruzioni di rete. Questi modelli combinano vantaggi tecnici ed economici e spesso garantiscono un ammortamento più rapido.
Per concludere: quale consiglio pratico dà alle imprese industriali?
Partite con un’analisi accurata dei consumi e un chiaro concetto di gestione energetica: prima controllare, poi accumulare. Puntate su sistemi modulari, pianificate per tempo le questioni di sicurezza e immissione in rete ed esaminate attivamente le opzioni di mercato come la commercializzazione della flessibilità o le strutture RCP locali. In questo modo massimizzate i vantaggi del fotovoltaico e del sistema di accumulo.
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